Gen 08 2009
La “Battaglia” del Global Warming
Stamattina (7 gennaio) mi son recato in edicola per comprarmi il mio solito 24 Ore.
Mi son soffermato a fare una veloce rassegna stampa di altri giornali esposti.
Mi ha colpito qualche titolo di un “giornale” ovvero “il Giornale”.
Dedicavano qualche articolo al problema del riscaldamento globale, con un rimando mentale alle eccezionali nevicate di Milano.
Sembrava far passare, vedendo le foto di copertina con Milano innevata, insieme ai titoli e agli occhielli, questo messaggio: parlano di riscaldamento globale e guardate che neve!
Ho letto l’incipit di un articolo, quel tanto che è bastato a guastarmi la giornata. Vado su Internet dopo ed ecco che dal sito del Il Giornale riesco a “scroccare” l’illuminante articolo a firma di Franco Battaglia, un docente di Chimica dell’Università di Modena.
C’è anche un altro articolo sullo stesso tema ancora più esilarante, in cui sulla base della magnifica deduzione (neve a Milano, quindi non c’è riscaldamento globale) l’articolista propone (scherzosamente spero) di ritirare il premio Nobel ad Al Gore e all’IPCC per il loro impegno nel divulgare la questione del riscaldamento globale, in quanto si tratta di una bufala. Franco Battaglia invece ci mette il piglio accademico a sostegno di tale tesi.
Prendiamo l’articolo di Battaglia, l’altro non merita nessun commento, anzi se lo leggete si commenta da solo.
Ora nella scienza – ed è giusto così – c’è sempre una parte di scienziati o membri di un comunità scientifica che dissente su una scoperta o tecnologia che sia. In fondo è giusto: il dubbio “scientifico” è essenza stessa di ogni scienza. E gli scienziati devono essere critici e pronti a smontare una teoria o una scoperta che sia. Quando ci riescono è bene, quando non ci riescono è bene anche perchè vuol dire che è stato fatto progresso scientifico.
Ora però approfittare di una nevica eccezionale su Milano per far passare il messaggio che non c’è global warming è quanto di più stupido ci possa essere. Oltretutto offensivo per i lettori stessi. Ma questi sembrano essere contenti di essere trattati così, almeno dai commenti che si leggono. Ma comunque meglio così, il mondo è bello perché vario. Senza il suo articolo non avrei nemmeno avuto la possibilità di scrivere questo post, su un tema a me molto caro.
Ora già il titolo è un po’ una presa in giro: Io fisico controcorrente vi spiego il bluff del riscaldamento globale. Come detto sopra l’autore Franco Battaglia, è un docente di Chimica. Vorrei sapere in virtù di quale procedimento chimico un uomo possa diventare da “chimico” un “fisico”. Mi sembra più un processo alchimistico!! Confido nella distrazione dell’editor.
Andiamo avanti. Per inciso se a Milano ha nevicato dimostrando quindi che fa molto freddo e “quindi” – come se fosse un sillogismo o applicassimo la proprietà transitiva – il riscaldamento globale non esiste, dato che è una mera osservazione empirica posso dire che, dove vivo a Mattinata sul Gargano, non è nevicato. Ma questo posto è un mondo a parte e pertanto anche il clima lo sarà: infatti è come se avesse un microclima proprio. Fatto sta che negli ultimi 10 anni avrà nevicato forse una volta, ma quest’anno, in questa “mini-glaciazione” di inizio secolo, non ha nevicato. Anzi sono quattro anni a mia memoria che a dicembre fa relativamente caldo. Devo confessare che amente del caldo come sono, mi sta anche bene. Quindi il mio empirismo da “Bar Sport” è pari all’osservazione che lascia intendere Battaglia (a quanto pare ben 650 scienziati concordano con Battaglia dicendo che il riscaldamento globale qualora esistesse non dipende dall’uomo, ma da cicli naturali). Ancora con un’altra osservazione empirica, posso dire che le piogge quest’anno son state eccezionali, tali che più che un autunno mediterraneo è sembrato la stagione delle piogge delle zone tropicali. Con un processo di pensiero “battagliano” ho dedotto che fosse una prova del riscaldamento globale. Ci stiamo tropicalizzando!! Non mi resta che aspettare con trepidante paura i tifoni l’anno prossimo!!
Quindi per rispondere a Battaglia, il punto di osservazione che abbiamo è molto relativo, e una rondine non fa primavera! Battaglia comunque ha co-firmato un contro rapporto chiamato N-IPCC (in antitesi all’IPCC, quello vero). La N- IPCC (Nongovernmental Internationall Council on Climate Change), opposto al IPCC (Intergovernmental Coucil on Climate Change) e il suo rapporto lo potete trovare qua: http://www.heartland.org/policybot/results.html?artId=22835.
Suppongo quindi che Battaglia abbia più informazioni di me per affermare che il clima non stia cambiando per ragioni antropiche (umane) ma per conto suo. Beh è vero nel corso della storia la temperatura sulla terra è cambiata: 5 miliardi di anni fa era piuttosto bollente!! A scuola tutti abbiamo studiato le glaciazioni. E recentemente anche in assenza di attività industriale, quindi nel 1600, c’è stata una variazione al rialzo delle temperature. O tra il 1940 e il 1975 (un anno prima che nascessi) la tendenza era al ribasso, ed eravamo in pieno boom industriale. Insomma la temperatura globale sale e scende. Un po’ come le borse. In fondo son entrambi fenomeno caotici.
La Natura ha i suoi cicli, ovviamente, è “può” anche darsi che ci troviamo in un ciclo che porta al riscaldamento o piuttosto ad un suo raffreddamento, e magari oggi siamo all’interno di un ciclo naturale “al rialzo” naturale. Ma ignorare l’attività dell’uomo e il suo impatto sull’ambiante è un po’ come equipararci a delle formiche sulla superficie della terra. In proporzione non lo siamo, altrimenti saremmo formiche. Ma le formiche non girano su macchine da 4.2 litri per spostare il proprio corpo (leggevo oggi che l’auto più venduta negli Usa l’anno scorso è stata un modello da 4.2 litri di cilindrata), o piuttosto non hanno bisogno di 1000 Kwh a testa all’anno, che richiede una fonte fossile o non per essere generata. Le forbiche non si sono messe in testa di volare, prendendo l’aereo, attività a grande emissione di CO2. Idem i delfini, le tigri, i cani e qualsiasi animale. L’uomo purtroppo impatta. Bruciare 80 milioni all’anno di barili di petrolio, miliardi di metri cubi di gas naturale, milioni e milioni di tonnellate di carbone minerario, significa “bruciare” biomassa vegetale che si è accumulata in milioni di anni sotto forma di combustibili fossili, ad alto contenuto di carbonio non rinnovabile. Nel senso che se io brucio – per farci energia – una foresta e la ripianto, bruciandola ho generato CO2 ma viene riassorbita dalla pianta successiva che vado ad impiantare, o che nascerà sua sponte. Invece petrolio, gas e carbone, tramite processi di fossilizzazione differenti sono biomassa vegetale intrappolata in quel “formato”, di foreste che son esistite milioni di anni fa quando il mondo era tutta foresta. E l’uomo per fortuna non esisteva. Altrimenti avrebbe raso a suolo già tutto.
Con una superficie terrestre completamente differente da quella di oggi.
Senza l’uomo quel petrolio, insieme a gas e carbone, sarebbero rimasti sotto terra per secoli e non ci sarebbe stato nessun rischio di carbonizzare l’atmosfera.
Ora che la CO2 possa essere responsabile o meno del cambiamento climatico in atto non vi sono dubbi, piuttosto può essere riduttivo parlare di cambiamento climatico solo facendo riferimento al “termometro” medio dell’atmosfera terrestre. Prendiamo gli uragani che si abbattono in America Centrale con una forza e una frequenza mai vista prima. Ci sono diversi studi che correlano l’ampiezza e la frequenza di tali fenomeni con le variazioni di fattori ambientali, che prima non esistevano, quindi indotti dall’uomo, come il riscaldamento della corrente del Golfo. O piuttosto dell’aumento della CO2 disciolta nei mari, che “avvelena” le acque, compromette diversi ecosistemi, dalle barriere coralline all’aumento delle alghe, alla riduzione degli stock di specie ittiche. Quindi il global change, che è più comprensivo come termine del global warming è un fenomeno che ha diverse faccie: la variazione di temperatura è solo un aspetto. Considerare solo quello è assolutamente riduttivo e ignora che l’oggeto di indagine non è un fenomeno, l’aumento o diminuizione dell temperatura, ma l’intero ecosistema terrestre.
Una piccola evidenzia empirica: si leggono spesso in questa stagione di morti per asfissia da diossido di carbonio, a causa di malfunzionamento o scarsa aerazione di stufe e impianti di generazione termica domestica. Insomma la CO2 è un gas velenoso!! Letale! La nostra fortuna è la concentrazione bassa nella nostra atmosfera. Miliardi di anni fa, la terra era inanimata proprio a causa della mancanza di ossigeno ovvero della eccessiva presenza di CO2 nell’atmosfera. Poi meccanismi vari quali eruzioni vulcaniche hanno saturato l’atmosfera di ossigeno, l’acqua è apparsa sulla terra e la vita sulla terra ha mosso i primi passi, e con l’attività di piante e alghe e la fotosintesi clorofilliana ha permesso di riassorbire la CO2. Quelle piante e quelle alghe adesso vivono con il loro alto contenuto di carbonio ”stoccato” sotto forma di combustibili fossili, e noi ogni giorno lo estraiamo.
Quindi si può credere o dubitare che il riscaldamento terrestre sia dovuto alla maggiore produzione di CO2, ma non si possono ignorare i cambiamenti climatici, intesi come aumento di fenomeni (quelli visti su) e impatto dell’uomo a causa di emissioni serra sull’intero ecosistema, senza considerare il quadro di insieme. Magari la temperatura in aumento, lo scioglimento dei ghiacciai possono essere dei postulati inesatti, ma io penso che al centro della discussione il dato fondamentale, è quello visibile in questo grafico.
E’ un grafico simile a quello usato da Al Gore, nel suo “An Inconvenient Truth”, Una Scomoda verità, che è un documentario teso a sensibilizzare l’uomo su quella che è la verità di fondo, ovvero che la CO2 è in aumento e questo può avere tutta una serie di sconvolgimenti diretti e indiretti, prevedibili e meno. Siamo uomini e gli scienziati applicano il metodo scientifico. Ripeto qualche postulato può essere sbagliato, ma che la CO2 sia aumentata è fuori luogo. E che sia aumentata proprio in concomitanza all’aumento delle attività di combustione è fuori discussione. Il grafico ci mostra dall’anno 1000 al 1580 il livello di concentrazione della CO2 nell’aria è di 280 parti per milione (ppm). Dopo si abbassa forse a causa di pestilenze o qualcosa che ha ridotto l’attività umana o il numero di foreste, per ritornare al 1810 al valore precedente e per poi – aspetto più eclatante – intorno al 1860 inizia a crescere. Ricordo che in quegli anni ha inizio la prima rivoluzione industriale basato all’inizio sul vapore, prodotto bruciando qualcosa. Da 280 ppm si arriva a 370 ppm e più dei nostri giorni. E’ quasi un 40% in più, ma accumulati in poco più di due secoli, con la crescita maggiore avuta negli ultimi decenni. Dal momento che il grafico lascia presagire un’accellerazione del fenomeno, considerati i ritmi di consumo e di emissioni, si potrà fare un 20-40% in pochi anni anziché 2 secoli come in passato. Dobbiamo forse ringraziare la crisi economica che fa da freno all’attività umana.
Andiamo su Marte: l’atmosfera di Marte è formata per il 95% di biossido di carbonio, sempre lei la CO2. Su marte non c’è vita. Sicuramente c’era una volta, in quanto ci sono indizi di acqua. Sicuramente lì è successo qualcosa che ha fatto in modo che la CO2 fosse altamente concentrata nell’atmosfera. Non sarà stata la civilizzazione e l’emissione dei gas serra ad opera dei marziani, ma ci serve per capire di quanto precaria potesse essere la vita su un pianeta, pur se in termini di milioni di anni. Quindi abbiamo la fortuna di vivere su questo magnifico pianeta Blu. Cerchiamo di lasciarlo intatto il più possibile. E di mettere da parte quel letale principio antropocentrico, che genera la convinzione che tutto ci è dovuto. Anche i dinosauri si sentivano immortali, e i “re della foresta” finchè l’impatto di un’asteroide ha offuscato un pò l’aria e ridotto l’irraggiamento che giungeva alle piante e mandato in tilt tutta la catena alimentare. Non vede nessuna similitudine, pur lontana, tra il pulviscolo sollevato dall’asteroide e il nostro gas-serra?? Pensa che fosse nero come la pece o forse la sua concentrazione non erano che pochi “ppm”, tali da determinarare quel global change??
Ritornando a Battaglia ecco come finisce l’articolo: “Mi piacerebbe che nessuno parlasse più di riscaldamento globale, anche perché comincio ad annoiarmi; ma più che un auspicio è, la mia, una pia illusione: quella del riscaldamento globale antropogenico è una fiorente industria, ben oliata dal denaro delle nostre tasse - una quantità fantasmagorica di denaro pubblico - diretto verso progetti tanto grandiosi quanto inutili, tipo: il fantasioso sequestro della CO2, la burla della realizzazione di parchi eolici, la truffa della realizzazione degli impianti fotovoltaici. Il tutto con la benedizione del Parlamento europeo; il quale, promuovendo la politica energetica suicida del cosiddetto 20-20-20, fondata sul falso scientifico di pretendere di governare il clima, sembra ansioso di dare il via ai lavori di scavo per la nostra fossa. Che qualcuno lo fermi.”. Ci vuole un coraggio a fare affermazioni del genere. Forse potrei essere scettico sul sequestro della CO2, ma alcuni ci stanno provando e riuscendo anche, ma su tutto il resto parchi eolici e pannelli fotovoltaici, e il piano 20-20-20 mi sembra incredibile che da un accademico possano essere fatte simili affermazioni.
Il piano 20-20-20 significa riduzioni dell’emissioni serra del 20%, riduzioni dei consumi del 20% attraverso l’efficienza energetica, e un 20% di generazione rinnovabile. Vede egregio Dott. Battaglia, qui nessuna ha la pretesa di voler governare il clima. L’unico a pensarlo è Lei. L’essenza del Protocollo di Kyoto è partire da una constatazione: l’aumento della CO2 nell’atmosfera a causa delle combustioni fossili, con lo scopo di varare un piano che oltre a ridurre le emissioni possa anche far in modo che grazie ad un maggior contributo di generazione rinnovabile le risorse finite fossili, possano durarci qualche anno in più. Perché prima o poi queste finiranno. E a questi ritmi, senza citare il picchio di Hubbert, non c’è ne resta molto. Se non altro pur in mancanza della verità definitiva se la CO2 riscalda o meno l’atmosfera terrestre, per il principio di precauzione, in attesa di nuove osservazioni, teorie e modelli matematici dovremmo iniziare a rilasciare il pedale dell’acceleratore della nostra folle corsa nel bruciare ogni combustibile fossile che rousciamo ad estrarre. E creare oggi il mondo di domani, perchè domani sarà tardi. Perchè domani forse quell’astoroide sarà già caduto e alzerà polveri.
Poi lo sa Lei che un pannello fotovoltaico ha un’efficienza di conversione del 18% ma anche del 40% con i sistemi a concentrazione?? Se è un docente di chimica saprà che la conversione che attua la fotosintesi nelle piante arriva appena ad 1% rispetto all’energia ricevuta. Significa che l’uomo – lo stesso che inquina – è riuscito a battere la natura con un multiplo che va dai 18 ai 40 volte. Se prende un motore a combustione interna, nel migliore dei casi si arriva a 30-40% (se consideriamo le turbine a turbogas). E una tecnologia, quella fotovoltaica, che dalle prime celle al selenio del 1914 che avevano un’efficenza del 1% in un secolo si è riusciti a moltiplicare l’efficienza di 18-40 volte. La tecnologia del motore a scoppio (che immagino sia la fede tecnologica energetica di Battaglia) è rimasta al palo allo stesso livello di efficienza di 100 anni fa. Mi dica lei dove è la truffa? Nel motore a scoppio che su 1 euro di benzina (ignoriamo le accise per comodità) né ottengo 30 centesimi di potenza effettiva o in quella fotovoltaica che su 100% di energia gratis (il sole) né ottengo 18 o 40 in termini energetici?? Per il quale ho un guadagno (incentivi statali a parte): l’energia che produco. Se poi mi parla dei costi del fotovoltaico, un pannello per essere competitivo senza incentivi dovrebbe costare un quinto rispetto ad adesso. Ma le pale eoliche sono molto più competitive, costano di meno ai cittadini, e sono anche più efficienti dei pannelli solari, tali da arrivare ad eguagliare i motori a combustione interna. Con una differenza che vento e sole sono gratis.
Lo stato adesso (quindi i cittadini con la bolletta energetica e non con le tasse dirette) ci mette una mano, ma con l’obiettivo di promuovere un’industria (oltre che rispetttare il Protocollo di Kyoto che l’Italia ha sottoscritto) ha fatto passi da gigante in meno di un secolo è che potrà farci sbarcare nei secoli futuri dandoci un mondo più pulito e con energia illimitata. Senza quest’investimenti che Lei ritiene una truffa, (non ho capito a danno di chi, dei cittadini?? I cittadini dovrebbero ringraziare questa “truffa”,nell’ottica della sicurezza energetica di lungo termine), quest’industria non potrà svilupparsi. Le ricordo poi inoltre la legge di Moore, che così come si è rivelata esatta (anzi piuttosto prudente) nei chip a semiconduttori, si può applicare con altri rapporti di riduzione dei costi e aumento delle prestazioni ai sistemi Fotovoltaici. Oggi l’attuale costo elevato del silicio solar-grade, il componente base delle celle FV di silicio, a mio avviso, risente più di uno squilibrio tra domanda e offerta, che per un costo industriale intrinseco, con buoni margini di riduzione una volta che gli investimenti in impianti e fornaci di sicilio grezzo aumenteranno, e cesserà questo forte squilibrio. Saprà inoltre che ci sono tecnologie a thin-film alternative e meno costose, che hanno possibilità di riduzione dei costi grazie al miglioramento dei processi e alla riduzione dei costi di maggiori economie di scala.
Quando andavo alle medie ci portarono in visita al Centro Enea Monteacquilone di Manfredonia, doveva essere il 1987. 20 anni fa. Allora, l’impianto era (ed è rimasto tale e quale più o meno) da 200 Kwp, era il più grosso d’Europa. Adesso viene superato da un qualsiasi progetto di downstream fotovoltaico medio. In 20 anni in Italia, grazie alla mentalità di una classe politica che tutto pensa tranne al proprio paese, da paese all’avanguardia per la sperimentazione di nuove tecnologie energetiche siamo diventati i maggiori importatori di tecnologie rinnovabili (ci salviamo producendo qualche pala eolica). Tutto questo grazie ad una classe politica indifferente, ma anche ad una mentalità fatta di pensiero debole come quello di Battaglia e di altri che ostacolano le energie rinnovabili, ragionando come se vivessero appunto su un altro pianeta. Forse su Marte.
Nel frattempo mentre finisco quest’articolo dall’altra parte dell’oceano, qualcuno, che si chiama Barack Obama ha affermato che in 3 anni gli Usa raddoppieranno la loro produzione di energia rinnovabile. Qui invece quando si parla di energia, la discussione si orienta su una tecnologia che ormai negli Usa hanno abbandonato: l’energia nucleare a fissione. Troppo rischiosa e finanziariamente incerta. L’America in fondo è sempre l’America. E noi siamo sempre più una nazioncina.
Per concludere Prof. Battaglia, spero tanto che Lei abbia ragione. Se il riscaldamento globale non dipende dall’uomo ma dalla natura, ben venga, ci sentiremo tutti più sollevati e meno colpevoli. Potremmo essere felici di girare la chiave dell’automobile, senza creare nessun effetto farfalla nel “clima”. Però vorrei che lo dimostrasse con dati alla mano. Forse un giorno mi leggerò il rapporto del N-IPCC. Le 50 pagine mi sembrano più una relazione che un rapporto. Nel frattempo, per precauzione, scelgo le energie rinnovabili. Non si sa mai che abbia torto.

dici “per fortuna l’uomo non esisteva”
perchè non ti spari un colpo ??? tra l’altro ci rispiarmieresti
un sacco di cazzate ( e un po’ di co2)
Veramente, io credo che più che altro non si sentirebbe la mancanza dell’illuminato del commento precedente.
Btw, grazie all’autore del post per queste interessanti considerazioni. Credo che Battaglia fuori d’Italia non lo conosca nessuno, ed è meglio così. Ma è stupefacente la sicumera con cui se ne va in giro. L’ho intravisto sere fa dalla Gruber che esclamava :” ma ormai è stato PROVATO che l’uomo non c’entra niente col riscaldamento globale e che il il riscaldamento globale è una bufala!” Peccato che nessuno abbia avvisato la stragrande maggioranza dei meteorologi che invece la pensa diversamente. Sarà che non hanno avuto la ” fortuna” di ascoltare o leggere il nostro esimio professor-nessuno Battaglia.
Il mio caro Inventore !!!
1, Google “Climategate”.
2, I believe 100% that the whole Global Warming Hysteria is Al Gore’s profit driven agenda.
3, Al Gore owns 2 companies to whom we are suppose to PAY TAXES from which HE will personally make a SHIT LOAD of money. Sorry, I can’t trust that guy.
4, I believe that you are a good guy, so please again, google climategate and DO NOT TRUST ANYBODY
5, Thank you for signing up your mail to Fatalamanga at the BS Fiera, we love you, be smart, and if you are not, next time you come to my booth I will torture you 3 times more.
Stay good
Your friends from FATALAMANGA, ltd, world domination, extraterestrial love making monsters.